Audit energetico: il primo passo per ottimizzare i consumi 

Un audit energetico è un’analisi dettagliata dei consumi energetici. Audit energetico, analisi energetica e diagnosi energetica sono tre espressioni alternative per chiamare lo stesso processo. Fare un audit energetico significa analizzare in modo sistematico i consumi di un’organizzazione così da poter valutare quali interventi mettere in campo per ottimizzare quei consumi. Oggetto di un’analisi energetica può essere qualsiasi tipo di edificio o gruppo di edifici: sedi aziendali, palazzi di uffici, stabilimenti produttivi, impianti industriali e commerciali, strutture di servizi pubblici o privati. 

Le diagnosi energetiche sono utili per qualsiasi tipo di organizzazione, ma è importante tener presente che per aziende di grandi dimensioni o energivore una diagnosi energetica condotta da soggetti certificati è non solo utile ma obbligatoria per legge ogni quattro anni. “Tale obbligo – si legge sul sito dell’ENEA, che ci fornisce, a dir la verità, cifre un po’ datate – ha portato a notevoli risultati, con l’esecuzione di oltre 16.000 diagnosi di siti produttivi, relative a 8.870 imprese (dati al 31/12/18). Oltre il 45% delle diagnosi è stata effettuata in siti afferenti al comparto manifatturiero e oltre il 15% nel commercio, dove pesano i consumi della Grande Distribuzione Organizzata.” 

Gli obiettivi di un audit energetico 

Qual è lo scopo di un’analisi dei consumi energetici? In realtà non c’è un singolo scopo, se non quello generale e ovvio di usare meglio l’energia. Gli obiettivi sono molteplici e collegati fra di loro, e possiamo raggrupparli in tre macro-temi: efficienza energetica, sostenibilità ambientale, sostenibilità economica. 

efficienza energetica

Efficienza energetica 

Conoscere quali sono i reali bisogni energetici della nostra organizzazione è il primo passo per capire come possiamo risparmiare; e risparmiare in modo intelligente. La conoscenza approfondita che avremo a conclusione dell’audit ci permetterà infatti di individuare gli interventi utili a diminuire i consumi di energia, ovviamente; e mantenendo gli stessi livelli di comfort (se parliamo di uffici e spazi commerciali) e di funzionalità (se parliamo di impianti produttivi e stabilimenti industriali).  

sostenibilità ambientale

Sostenibilità ambientale 

Affrontare il tema dell’energia significa affrontare il tema dell’impatto ambientale che i consumi di energia hanno; e che sono giganteschi. Quasi la metà del totale dei gas serra nel mondo viene dalla produzione di energia che sarà poi consumata negli edifici e nell’industria. Le imprese hanno quindi un ruolo fondamentale nel contrastare il cambiamento climatico. Negli ultimi anni sono stati fatti passi avanti, specialmente nella scelta di fonti alternative ai combustibili fossili; c’è ancora tanto da fare per ottimizzare i consumi dell’energia così prodotta. 

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Sostenibilità economica 

Nei pochi mesi a cavallo fra il 2021 e il 2022 al tema della sostenibilità ambientale si è aggiunto prepotentemente quello della sostenibilità economica dei consumi energetici. Instabilità geopolitiche e scelte energetiche poco lungimiranti fatte a livello nazionale e sovranazionale negli anni passati hanno portato, insieme a fattori economici contingenti, a un aumento dei costi energetici tale, in alcuni casi, da mettere a rischio la sopravvivenza stessa delle aziende. Un uso intelligente dell’energia permette di risparmiare, diminuire l’impatto ambientale dell’organizzazione e mantenere livelli di efficienza elevati. E fare un audit energetico è il modo giusto per cominciare. 

Le fasi principali di una diagnosi energetica 

L’indagine sui consumi procede per fasi di analisi successive. Questo modo di procedere è necessario a scandagliare ogni aspetto, ogni componente, ogni dinamica dell’utilizzo dell’energia all’interno della struttura oggetto di indagine. Solo così si otterrà un report finale completo e davvero utile. Infatti l’audit energetico non è una mera e generica ricerca conoscitiva sui consumi di un’azienda; per essere efficace deve portare alla compilazione di un documento dettagliato e propedeutico a una seconda fase operativa di intervento. 

Possiamo individuare quattro fasi principali in un’indagine energetica: fase preliminare, analisi documentale, audit on site, report finale. 

Fase preliminare 

Nella fase preliminare si definisce il perimetro dell’indagine – se riguarderà un’intera struttura produttiva, ad esempio, o una singola unità impiantistica; se ci si concentrerà su un solo piano di uffici o sulla sede aziendale nel suo complesso. In questa fase si definiscono inoltre gli obiettivi dell’audit – semplicemente verificare di essere in linea con la normativa, ad esempio, o individuare i punti critici su cui lavorare per raggiungere più importanti obiettivi di efficientamento, risparmio e sostenibilità. 

Analisi documentale 

Questa prima parte di analisi serve a ricostruire uno storico dei consumi e degli impianti, ed avviene attraverso l’esame di bollette, contratti di approvvigionamento energetico, documenti tecnici e manutentivi, report di audit precedenti eccetera. In questa fase si confrontano anche i consumi della struttura oggetto dell’audit con altre dello stesso tipo, dello stesso settore, della stessa dimensione. 

Audit on site 

Il sopralluogo serve per verificare sul campo lo stato degli impianti e di tutte le strutture coinvolte nella produzione e nel consumo dell’energia. Sul posto è inoltre possibile ottenere tuti quei dati che sono risultati mancanti durante l’analisi documentale e attuare procedure di monitoraggio dei consumi in tempo reale 

[Una precisazione: in alcuni casi si utilizza l’espressione “audit walk-trough” come sinonimo di audit on site, mentre sono due attività diverse. L’audit walk-trough consiste in una visita alla struttura per individuare gli elementi di criticità energetica più evidenti e le conseguenti azioni immediate per porvi rimedio; l’audit on site è una delle fasi, quella che avviene sul posto – on site, appunto – di un processo più approfondito e complesso di audit globale.] 

Report finale 

Il documento redatto a conclusione dell’audit è fatto di una parte di descrizione dello stato di fatto e di una parte di raccomandazioni di intervento. Queste raccomandazioni, in base agli obiettivi definiti della fase preliminare, si limiteranno a indicare le attività per adeguarsi alla normativa in materia di produzione e consumo di energia o costituiranno l’anteprima di un piano di intervento dettagliato per incidere in profondità nell’assetto energetico di tutta la struttura oggetto dell’audit. 

Cosa fare dopo l’indagine energetica 

L’audit è il primo passo del percorso di ottimizzazione dei consumi di energia. Grazie al report redatto a conclusione dell’indagine sapremo qual è la situazione e quali sono gli interventi più adatti per la nostra organizzazione.  

Fra gli interventi più diffusi e di più agevole realizzazione ci sono il relamping (sostituzione dei vecchi corpi illuminanti con tecnologie più efficienti), il revamping (rinnovo delle componenti più obsolete o usurate degli impianti) e l’efficientamento energetico intelligente (che sfrutta algoritmi e Intelligenza Artificiale). Altri interventi più consistenti possono riguardare la sostituzione di parti di impianti e delle fonti di generazione di energia (ad esempio con l’installazione di una nuova caldaia) con elementi calibrati meglio sulle dimensioni dell’azienda e sull’entità dei consumi reali o che sfruttano tecnologie più efficienti. La gestione dei fabbisogni energetici è un sistema complesso, quindi ogni situazione ha ovviamente bisogno di interventi ad hoc; l’audit energetico serve appunto a definire queste esigenze specifiche. 

La diagnosi energetica è il primo passo per raggiungere obiettivi di efficienza energetica, sostenibilità ambientale e riduzione dei costiÈ  il passaggio cruciale per individuare con precisione gli interventi corretti e utili che ogni organizzazione deve mettere in campo.” 

Daniel Faccenda
Responsabile Energy Division

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